Ma il Blues non era americano?

Eh sì. Di Blues scriviamo oggi, quel genere che affonda le sue radici tra i canti degli schiavi che lavoravano nelle piantagioni di cotone, che da canto di tristezza, con il tempo, è diventato un vero e proprio genere che influenza vari altri stili contemporanei. Chiaramente influssi, ispirazioni, contaminazioni, propagano il fenomeno in tutto il mondo e ciascuno, seguendo la propria musa ispiratrice, può accorgersi che quel sound ha proprio quel “sapore” di Blues, quel sapore che può far raccontare delle storie, non per forza “d’oltralpe” ma anche (e perchè no?) storie delle nostre radici. E proprio così ha fatto Giò Vescovi, un vero veterano del genere, che sposa il Blues già dagli anni ’80. Artista di “infinita” esperienza che ha dedicato la vita alla musica, componendo, condividendo il palco (anche con grandi nomi quali Paul Young o Tony Esposito – solo a citarne alcuni!). La sua corposa produzione oggi porta alla luce “Bummuli, Cannavazzi e Pani Cunzatu”. Un chiaro riferimento a quelle radici siciliane che Giò, ovviamente, porta con sè.

Giò, siciliano di nascita e campano di adozione, ha un forte legame con il suo essere “uomo del Sud”. Lo sappiamo è vero, ma ce ne accorgiamo, ad esempio, ascoltando il brano Sud (brano che abbiamo più volte passato in radio) un brano che già coglie perfettamente l’anima Blues mista alle radici di Giò. Quello stesso Giò che abbiamo conosciuto live sul palco di un’importante finale di un festival! Quello stesso Giò che abbiamo portato all’interno del nostro programma radiofonico con i suoi brani, tra i quali: Sud (appunto), Focu, Stranizzi d’Amuri, e Firria (una delle nostre preferite!).

“Bummuli, Cannavazzi e Pani Cunzatu” rappresenta proprio un collage di brani appartenenti ad altri suoi album e… “firria, firria ca ti firria” sono stati inseriti in questo progetto come a voler rappresentare le varie tappe di vita del nostro Giò Vescovi. Consigliatissimo l’ascolto dell’intero album, anche per scoprire che il dialetto può avere diverse duttilità, anche in generi che magari nemmeno si immaginano, specie quando dietro ai testi troviamo, la scrittrice e poetessa siciliana, Francesca Amato.


Concludiamo suggerendovi di spegnere tutto e accendere la musica di Giò, presente anche su spotify! Ecco il link! https://open.spotify.com/artist/02CgxQK08kwT571vWoQXss?si=lztOyTPNSxCrZiHc2gsuEA